Plasticità Neurale e la Nuova Psicologia

Inserito in Neuroscienze - Epigenetica - Fisica Quantistica

Plasticità Neurale
 

Plasticità Neurale

 
 

La Plasticità Neurale è una qualità del sistema nervoso che consente alla reti dei neurali, di cambiare le connessioni di neuriti e dentriti, creando così, nuove sinapsi che si traducono di fatto, in nuove possibilità di scegliere una vita meno conflittuale e più soddisfacente. Arricchire l’attività dei neuroni dando plasticità alla funzione del cervello, apre nuovi orizzonti alla possibilità di evolvere con gioia!

La capacità del cervello di essere modificato, sia durante lo sviluppo che da adulto, dall’esperienza e dall’ambiente è chiamata Plasticità Neurale.
 
 
Come dissero Steiner, Gurdgjieff e altri Maestri illuminati, attingendo alla la conoscenza dello spirito, uno dei “mali” dell’uomo risiede nella difficoltà a distinguere le varie funzioni degli apparati, di cui siamo dotati come quella motoria, emotiva e mentale. La più grande difficoltà è proprio quella di riconoscere questi “centri” ed equilibrare armonicamente la loro attività.
Può capitare spesso di vivere un rapporto sentimentale a livello mentale e magari sostenere un esame scolastico a livello emotivo. In ognuno dei due casi si ha un fallimento dell’impresa.
Già nelle scuole iniziatiche più o meno antiche si offrivano nuove tecniche per modificare lo stato di coscienza con cui si affronta l’esistenza quotidiana ed uscire dal conflitto cronico, che porta ad una coazione a ripetere sempre gli stessi schemi.

Le Neuroscienze ricalcano, in chiave più strumentale, ed esperienziale, questi precetti che si perdono nella notte dei tempi.

La dott.ssa Poli afferma “Oggi le neuroscienze sono in grado di spiegarci che il nostro sistema di credenze è sotteso da un substrato fisiologico rappresentato dalle Reti Neurali. La buona notizia è che queste Reti Neurali sono modificabili, perché esiste la Plasticità Neurale (neuroplasticità), ovvero la possibilità del nostro cervello di cambiare se stesso.”
 
 
La Plasticità Neurale, cioè la possibilità di continuo rinnovamento del sistema nervoso, è un tema centrale nella neurobiologia moderna.
Molte funzioni motorie e comportamentali che sono state danneggiate da traumi possono riabilitarsi con la formazione di vie alternative che sostituiscono quelle esistenti.
La Plasticità Neurale è alla base del processo di apprendimento permette la formazione della mente umana, tramite l’interazione tra i processi neurofisiologici cerebrali e le esperienze vissute.
 
Le Neuroscienze hanno reso possibile esaminare in maniera sempre più approfondita, i cambiamenti nel sistema cerebrale umano vivente. La capacità del cervello di essere modificato, sia durante lo sviluppo che da adulto, dall’esperienza e dall’ambiente è chiamata Plasticità Neurale.
 
 
Le principali evidenze sulla Plasticità Neurale derivano da studi relativi ai processi di apprendimento e memoria che mettono in luce come sia possibile, in seguito ad esperienze ambientali e interpersonali, modificare la struttura cerebrale.
 
 
I comportamenti umani sono frutto di un processo di apprendimento. Quando si compiono azioni automatiche, in realtà siamo mette in atto un processo cognitivo complesso che coinvolge il sistema nervoso centrale il quale, una volta ricevute le informazioni provenienti dall’ambiente, le confronta con quanto già elaborato e le conserva attraverso il processo di memorizzazione. Quando si apprende e si memorizza qualcosa di nuovo, questa nuova esperienza lascia una traccia nel nostro sistema nervoso.

Ogni cambiamento dei nostri processi psicologici e cognitivi modifica plasticamente le strutture anatomiche cerebrali corrispondenti.

La TCC mira a modificare i nostri schemi cognitivi (strutture di conoscenza che ci permettono di dare significato alle nostre esperienze, modalità tipiche che determinano il nostro modo di comportarci e di pensare), avvalendosi dell’integrazione di tecniche cognitive e comportamentali.
Le prime hanno lo scopo di modificare le convinzioni disfunzionali relative a se stessi e al mondo esterno; le seconde mirano all’acquisizione di nuove strategie tramite esercizi comportamentali condivisi tra terapeuta e paziente.
 
La dottrina tradizionale, ritenuta valida fino a pochi anni fa, sosteneva che le cellule nervose NON fossero in grado di riprodursi dopo la nascita: si trattava di un patrimonio fisso, passibile solo di perdite nel corso della vita.
 
 
la Nuova Psicoterapia
 
Nel corso degli anni la scoperta della formazione di nuove cellule nervose nel cervello adulto ha letteralmente sovvertito il dogma vigente in passato.
L’affascinante caratteristica della Plasticità Neurale intriga gli sfaccettati ambiti della psicologia. L’interesse degli psicologi è rivolto al modo in cui l’esperienza modifica fisicamente il cervello e di conseguenza il comportamento futuro.
Adesso si sa che con l’uso permanente del cervello in “ambiente arricchito”, il sistema nervoso si rinnova. Questa nuova visione apre grandi possibilità euristiche nella ricerca del destino umano e dei sistemi di ottimizzazione esistenziale.
La nuova psicoterapia, può produrre, quindi, modifiche del comportamento attraverso nuove esperienze e nuovi apprendimenti. Tali esperienze vengono registrate nelle reti neuronali che formano il cervello.
 
 

Psicoterapia Tradizionale
 
La Psicoterapia Tradizionale è inizialmente di grande supporto per avere una conoscenza “mentale” del proprio trauma per arrivare ad una diagnosi del disturbo emotivo. Effettivamente con l’aiuto di un bravo psicologo, si può conoscere il motivo scatenante del trauma, le circostanze che lo hanno creato e ricondurlo alla storia personale.

Quando si arrivi a conoscere il trauma, si va avanti a parlare per anni della stessa cosa in tutte le salse senza mai risolvere. In realtà la mente conosce il trauma e pensa di averlo risolto, ma di fatto non è stato mai superato.
La consapevolezza mentale non è vera consapevolezza

La Psicoterapia Tradizionale è fatta di dialoghi, riflessioni e ragionamenti mentali sui traumi e fissa il focus del rapporto terapeuta/paziente, sulle vicende del passato, così facendo crea connessioni neurali rafforzate ai blocchi emotivi.
Quando si inizia a lavorare su se stessi, conoscere a livello mentale le emozioni, è importante, poiché vivere nell’inconsapevolezza delle emozioni provocate da traumi del passato, senza vederle e riconoscerle, blocca ad uno stato di subordinazione ad eventi e accadimenti, scaricando le colpe all’esterno.

La Psicoterapia Tradizionale, tuttavia non collega la persona alla coscienza e non riesce a fare il lavoro energetico di presenza, che non è un lavoro di conoscenza mentale.
Invece applicando la mia attenzione in tempo reale sulla carica emotiva che si sta scatenando in quel momento, trasformo la carica emotiva stessa e compio un lavoro alchemico di trasformazione. Questa carica viene chiamata dagli Alchimisti il fuoco.
Si sottopone a cottura alchemica lavorare sull’emozione è un lavoro energetico che può avvenire solo attraverso la pratica della presenza.

 
 
Per fare un esempio: una fobia è emotiva e non mentale, per cui capita che una persona sofferente di fobie sulla salute può passare ore e ore a parlare del problema salute, dei suoi sintomi, può anche razionalizzare molto bene ma in realtà non appena finita la conversazione ricade nel problema e nel panico fobico. questo perchè si è affrontata la situazione fobica su un piano che non le appartiene quello mentale.

La nuova psicologia invece basandosi sulle più recenti scoperte delle neuroscienze, offre diverse tecniche risolutive, anche in tempi brevi, per attivare la Plasticità Neurale, uscendo dai blocchi in cui spesso si rimane intrappolati.
 
 

Mass Media Blocchi Emotivi e Neurali
 
I media specie Tg e adesso anche i social, rimandano attraverso immagini di miseria, violenza e povertà, a stati d’animo altamente tossici e bloccano la Plasticità Neurale su sentieri di apatia e sconforto, che inducono l’umanità a percorrere strade già battute, apparentemente sicure, che non portano ad alcuno sviluppo.

Vi siete mai chiesti come mai le trasmissioni televisive non si focalizzano in nessun modo, su chi riesce a guadagnare bene per vivere nell’abbondanza, svolgendo lavori soddisfacenti che lo/la rappresentano in pieno, rendendo allo stesso tempo un “servizio all’umanità”?
In realtà esiste una certa “classe” di individui che hanno interesse a “spegnere i neuroni” delle masse al solo scopo di renderle schiave e al loro servizio.

L’archetipo della povertà è estremamente connesso all’istinto di sopravvivenza, per cui la gente attraverso la paura invece di agire e tirar fuori talento, rimane bloccata in una realtà del tutto illusoria, poichè nel mondo al contrario di quanto si pensi, c’è ABBONDANZA.
Le masse sono spinte da paura e pigrizia mentale ad aspettarsi lavoro e stipendio da uno stato assistenzialista, e come bambini non si prende la responsabilità di contare su se stessa per lavorare, ecco perchè siamo pieni di lamentosi che danno la colpa al governo che in realtà è sempre lo stesso anche se peridicamente cambia veste.. e continua passiamente a svolgere lavori sottopagati senza alcuna soddisfazione personale… questo vuol dire vivere perennemente in conflitto con se stessi.

Tuttavia grandi trasformazioni e cambiamenti sono in atto e sempre più “eletti” sono al lavoro per svegliare le masse da un sonno che dura da secoli.
 
 

Grazia Foti

 
 
 

 
 
Ambiente Olistico staff
 
 

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