il Non Re-Agire Azione Consapevole e Re-Azione Automatica

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il Non Re-Agire
 
il Non Re-Agire Azione Consapevole e Re-Azione Automatica
 
 

il Non Re-Agire è un atto consapevole, non meccanico e tanto meno passivo: le nostre Re-Azioni impulsive avvengono automaticamente, in pochissimi millisecondi (si stima 12), perchè gli stimoli esterni ed interni, al nostro apparato psico-emotivo, muovono una “potente energia”, che manda segnali ed attiva al tempo stesso, la zona rettiliana e limbica del cervello, deputata alla sopravvivenza e all’evoluzione, zona che condividiamo con gli animali.

Di fatto la Re-Azione è figlia della mente, è la risposta agli stimoli che arrivano dall’ambiente, che fisiologicamente è sostenuta dalle suddette aree del cervello, è determinata da una “sostanza emotiva”, formata dal nostro passato remoto, dalle nostre memorie biografiche, dalle nostre parti irrisolte, che dimorano nelle regioni inconsce, cariche di bisogni repressi e colme dei trascorsi individuali.
L’insieme delle nostre strutture emotive individuali viene chiamata, nel linguaggio delle neuroscienze “Firma Emotiva”, proprio per indicare un contenuto psico-spirituale, che caratterizza ciascuno di noi.
 
 
la Re-Azione dell’apparato psicofisico è un energia velocissima, che, se rimaniamo a livello di “coscienza animale”, non abbiamo nessuna possibilità di gestire.
Di fronte agli accadimenti, mentalmente crediamo di agire con un certo grado di libertà e cognizione, ma normalmente Re-Agiamo secondo codici collegati al passato, ripetendo sempre lo stesso schema, lo stesso modello emotivo di una ferita che ci portiamo dietro da quando eravamo bambini, continuando a co-creare le stesse situazioni che si ripetono tutta la vita.

Le re-azioni impulsive non sono mai azioni consapevoli.
Sono prodotte senza alcuno sforzo, da automatismi che si trovano nascosti nel inconscio, sono mediate dal sistema più antico del nostro cervello deputato alla sopravvivenza. Il sistema rettiliano.
Le re-azioni immediate portano conseguenze imprevedibili e spesso anche gravi.
Sicuramente ci portano fuori dal sentiero e più siamo impulsivi e meno possiamo dirigere la nostra vita come vorremmo.
Perché tra il dire e il fare ci passa un mare… il mare delle emozioni che dirigono in tutta la loro potenza, la nostra vita.
Se ci osserviamo possiamo imparare a distinguere quando stiamo reagendo oppure agendo e questa volta con sforzo, imparare a tras-formare l’impulso di una reazione nella libertà di un’azione

Dobbiamo inoltre considerare, che quando gli impulsi Re-Attivi si scatenano, producono adrenalina e cortisolo (detto l’ormone dello stress), con conseguenti sintomi di ansia e panico.
Con tecniche meditative, con la presenza e lavorando sulla consapevolezza della tua ferita emotiva, possiamo iniziare a muoverci verticalmente, nel mondo delle cause ed interferire sullo spazio dei “millisecondi”, acquisendo la possibilità di assumere la responsabilità, di un’Azione non Re-Azione.

Tutto quello che oggi è forma, è nato dal passato attraverso un tale processo. Il corpo piú maturo è il corpo fisico (la forma); il corpo eterico (la vita) e il corpo astrale (la coscienza) sono meno maturi.
R. Steiner

Il Non Re-Agire è un atto di forza e presenza non di debolezza.
 
Utilizzare consapevolmente la non-risposta in una circostanza o prendere le distanze da situazioni di conflitto, è una saggezza che si può acquisire e consente di trasformare la ferita emotiva in emozione superiore.
Alcune persone sono particolarmente attratte dai conflitti, nei quali si immedesimano, per poter scaricare all’esterno, depositi atavici di paura e di rabbia, difficili da contenere e da trasformare.

Oggi viviamo in un mondo estremamente re-attivo dove tutti Re-Agiscono agli impulsi esterni, e nessuno è più capace di ignorare niente o nessuno.. non si può fare a meno di esprimere un parere su Facebook che generalmente è una lamentela.
Media e social attivano e promuovono questo tipo di network emozionale.. che blocca l’evoluzione umana, tiene l’uomo in Matrix. Non a caso sulla Re-Azione emotiva si basa la pubblicità, il marketing, la vendita, l’economia, la strategia politica..
Ognuno Re-Agisce a modo suo a secondo i piccoli o grandi traumi che si porta dietro, secondo gli infiniti codici con cui è stato programmato.. e non solo dall’infanzia, ma anche dalla vita intrauterina, dalla genealogia e da vite precedenti.

 
 
Di fatto lasciarsi andare all’espressione di emozioni negative, disperde tanta energia che potrebbe essere utilizzata per scopi più alti.
Con tecniche meditative, con la presenza e lavorando sulla consapevolezza della ferita emotiva, possiamo iniziare a muoverci verticalmente, nel mondo delle cause ed interferire sullo spazio dei millisecondi, acquisendo man mano, la possibilità di assumere la responsabilità di un’Azione non Re-Azione.

Gurdjieff studiò le emozioni negative, il loro ruolo e significato, indicando metodi come: la non-identificazione, la non-considerazione, la non-espressione, fermo restando che le emozioni negative, non vanno represse.. ma trasmutate.
Il processo alchemico è presente e si attua durante tutto il corso della nostra vita, che noi ne siamo consapevoli oppure no.
Secondo gli antichi principi dell’Alchimia, per arrivare a trasmutare emozioni negative e potenti come rabbia e paura, bisogna rimanere ad ascoltarle senza distrazioni mentali e rimozioni.
In gergo si dice: Stare sul Pezzo.

La differenza tra Azione e Re-Azione è che l’Azione è del presente la Re-Azione è del passato.
Agire libera, vivifica, realizza e costruisce concretamente. Re-Agire sottrae energia, distrugge, blocca e incatena.

 
 
Grazia Foti

 
 

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